Il baratto, a causa della crisi e del credit crunch, è utilizzato da un numero in costante aumento di aziende in quanto la formula permette di acquisire nuovi macchinari, prodotti e servizi, senza dover tenere conto dei flussi di cassa.

Il baratto b2b (business to business), favorisce lo scambio di beni e servizi tra aziende che vogliono fare permute senza compensazione in denaro. Il corporate barter, risulta essere per le PMI e i liberi professionisti uno degli strumenti più efficaci sopratutto visto il periodo di recessione globale.
Grazie al baratto aziendale è possibile ottenere i seguenti vantaggi:

  • Diminuire le giacenze in magazzino;
  • Non intaccare la liquidità aziendale;
  • Contenere l’esposizione bancaria;
  • Ampliare il portafoglio clienti e/o fornitori.

Con il baratto è quindi possibile comprare senza utilizzare risorse liquide e vendendo i propri beni e servizi anche in un tempo successivo. Si tratta di un vero e proprio pagamento posticipato che, a differenza degli altri mezzi di finanziamento, è gratuito, cioè a tasso zero.

La soluzione non è tuttavia priva di rischi, in quanto, come ogni sistema di leva finanziaria mal gestita, può creare un indebitamento produttivo al quale l’azienda dovrà comunque fare fronte. Per questo è fondamentale che il circuito di scambi sia gestito da un mediatore specializzato, la Barter Company che ne regola le transazioni e ne garantisca l’equilibrio.

Inoltre, si corre sempre il rischio che alcuni partecipanti del circuito siano insolventi. Questo aspetto però non tocca tutte le operazioni di baratto ma solo quelle che sfruttano la leva finanziaria, ovvero quelle che consentono di finanziare gli acquisti attraverso la promessa di future vendite. Il baratto b2b è meno soggetto a questo rischio in quanto si tratta di operazioni effettuate solitamente in parziale compensazione.

Il baratto e le politiche del personale
Il baratto può svolgere un ruolo centrare anche per la funzione risorse umane principalmente su due aspetti:
  1. Sistemi di Total Reward;
  2. Welfare aziendale.

Un sistema di baratto può consentire all’azienda di aumentare il numero di fornitori (e di conseguenza di prodotti e servizi) a sua disposizioni. Questa nuova disponibilità può essere sfruttata anche dall’ufficio del personale per rivedere le politiche di gestione del personale.

Benefits in kind
L’azienda può decidere, soprattutto in tempo di crisi, di “convertire” una parte della retribuzione variabile (in moneta) in benefits in kind, riducendo il flusso di cassa necessario all’attuazione delle politiche retributive del personale. Il margine di successo di questa azione è direttamente proporzionale alla capacità dell’azienda di raccogliere e valutare i bisogni della popolazione aziendale.

Welfare aziendale
Partendo dallo stesso presupposto di una maggiore disponibilità di prodotti e servizi, l’azienda potrebbe rivedere o incrementare il welfare aziendale o cominciare a implementarne uno. Il welfare aziendale diventa molto importante nel momento in cui l’azienda è capace di offrire servizi segmentati sulla popolazione aziendale. In questo modo, anche a fronte di una politica retributiva “restrittiva”, l’azienda riuscirebbe a fidelizzare i key people.

HR da centro di costo a centro di profitto
Le aziende che partecipano al baratto, solitamente lo fanno perché sono in una fase di bassi volumi di produzione ed erogazione dei servizi nella quale è difficile raggiungere nelle vendite il break eaven point e dove i costi fissi cominciano ad essere una “zavorra”. In questo contesto di sottoproduzione, la DRU può trasformarsi “indirettamente” in centro di profitto, individuando tutti quei prodotti/servizi utili alla gestione delle risorse umane e incentivando l’azienda nell’individuazione di nuovi clienti all’interno del network del baratto.

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