E’ possibile individuare una serie di domande ricorrenti durante un colloquio di lavoro. Soprattutto se siete ansiosi o nervosi, o temete per una stress interview, è consigliabile familiarizzare con queste domande e preparare (senza imparare a memoria) delle tracce per le risposte.

In generale, di fronte a una domanda difficile o invasiva, è necessario mantenere la calma, non mostrarsi sulla difensiva e prendersi un momento per riflettere prima di rispondere.

Domande frequenti
1. Mi parli di Lei: ripercorri i punti salienti del tuo cv (formazione e sperienze lavorative) mettendo in risalto le skills e le tue caratteristiche in linea con l’offerta di lavoro. Lo scopo è fare in modo che le necessità dell’intervistatore siano esattamente in linea con la tua figura.

2. Mi parli di un obiettivo o un progetto che ha raggiunto durante la sua carriera: Individua un recente successo lavorativo. Elenca le skills utilizzate in questa situazione, i benefici per l’azienda e, se ci sono, i benefit che hai ricevuto. Cerca di parlare di una esperienza che potrebbe essere in linea con la posizione di lavoro a cui aspiri.

3. Qual è stata la decisione più difficile che ha dovuto prendere (vita personale o lavoro): Questa domanda in genere viene posta per conoscere la capacità di problem solving del candidato di fronte a una scelta difficile. E’ consigliabile scegliere un esempio legato all’esperienza lavorativa. Spiega il problema, esponi brevemente la tua analisi e le opzioni possibili e la scelta fatta.

4. Che cosa Le piace del suo lavoro attuale?: Cerca di descrivere in maniera entusiasta i punti in comune tra il tuo lavoro attuale e quello a cui aspiri. Siccome sei alla ricerca di un altro lavoro, non esagerare nel descrivere positivamente il tuo lavoro attuale.

5. Che cos’ è che non Le piace dell’attuale lavoro?: Cerca di non raccontare casi specifici in quanto rischi di mettere in risalto le tue debolezze e di sembrare polemico. Focalizzati invece per es. sulle dimensioni dell’azienda, la voglia di crescere professionalmente, di avere nuovi stimoli, ecc.

6. Quali sono i Suoi punti di forza?: Parla al max di tre tuoi pregi, per es. abilità di apprendere rapidamente, determinazione, problem solving, con episodi in cui hai dimostrato queste caratteristiche. Altri tratti che possono piacere sono: flessibilità, onestà, empatia, team player, leader, ecc. Ovviamente non mentite! Molte di queste caratteristiche possono essere verificate anche durante il colloquio.

7. Quale è il Suo più grande difetto?: Si può parlare o di una debolezza professionale (es. mancanza di esperienza si un aspetto non fondamentale dell’offerta di lavoro) o personale (sulla quale sei già impegnato a migliorarti). La migliore risposta consiste nel proporre un punto di froza come un punto di debolezza: per es. il pretendere troppo da se stessi e dagli altri. Si può rispondere che la cura per il dettaglio a volte vi spinge a perdere di vista il quadro d’insieme. Oppure si può rischiare sviando da una risposta precisa e parlare di cosa piace fare di meno e cosa di più a lavoro.

8. Perché desidera cambiare il Suo attuale lavoro?: Spiega di essere alla ricerca di una nuova sfida (per crescere professionalmente) e nuove motivazioni e che si desidera sperimentare un ambiente nuovo. Non citare la retribuzione, i benefit o problemi personali con colleghi e superiori come ragione del cambiamento. In generale concentratevi sulle motivazioni positive!

9. Perché si è candidato per questa posizione/azienda?: Ricorda i punti salienti della job description e parla di quelli che ti interessano maggiormente. Il selezionatore vuole capire quanto sei realmente interessato e motivato. Ricerca notizie sull’azienda.

10. Dove si vede tra 5 anni?: Una risposta generica può andare bene. Parlate dei vostri obiettivi di crescita professionale e evitate argomenti come aumenti e stipendi. Rassicurate il selezionatore sulla vostra intenzione di volervi impegnare (in generale) per progetti di lungo periodo.

11. Non è troppo qualificato per questa posizione?: Questa posizione è esattamente ciò che cerco e ciò che amo fare. Questo per me è la cosa più importante.

12. E’ disponibile a viaggiare o trasferirsi?: Se non siete disponibili a farlo, cercate almeno di capire esattamente di cosa si tratta. Magari dovrete viaggiare sono pochi giorni al mese. Se non siete disposti, meglio dire la verità.

13. Quali sono i suoi interessi al di fuori del lavoro?: Le aziende non cercano solo un perfetto professionista, ma anche una persona versatile, con una buona cultura generale e interessata a cosa le accade attorno. Attenzione a parlare di hobbies che vi impegnano per molte ore a settimana (partita di calcetto con gli amici sì; sport a livello professionistico no).

14. Perchè dovremmo scegliere Lei?: Questa domanda viene posta solitamente nella parte conclusiva di un colloquio. Anche in questo caso, se siete stati bravi a cogliere le necessità dell’intervistatore, dovrete proporvi come soluzione dei suoi bisogni e desideri.

15. Mi parli di una volta in cui è stato criticato a lavoro: Si può rispondere dicendo che avete sempre ricevuto feedback positivi, ma che ovviamente capita di avere delle osservazioni sul proprio operato e che questi momenti sono stati vissuti come un momento di crescita e di miglioramento della propria performance. Infine, portate un esempio di qualche piccolo errore commesso.

16. Quali sono i punti di forza e di debolezza della sua impresa attuale?: Evitate di parlare male dei vostri superiori. Per i punti di debolezza parlate piuttosto delle mancanze organizzative della vostra azienda attuale.

17. Sono un po’ dubbioso per il fatto che Lei non ha tanta esperienza (o non ha questa caratteristica richiesta): Dovece cercare di rassicurare il selezionatore sulla specifica obiezione. Se avete letto attentamente l’offerta di lavoro e avete captato le esigenze del selezionatore, non avrete grosse difficoltà a rispondere. In generale, concordate sull’importanza della caratteristica richiesta per il ruolo e che, in realtà, anche questo è un vostro punto di forza anche se non traspare subito dal cv; oppure che, date le vostre altre abilità, non avrete problemi a colmare velocemente questo gap.

18. Si considera una persona di successo?: Rispondete affermativamente ma argomentando brevemente il perché. Potete per es. rispondere che durante la vostra carriera
vi siete prefissati degli obiettivi, molti dei quali sono stati raggiunti.

19. Negli ultimi mesi ha svolto qualche attività per migliorare le sue competenze?: Questa domanda è la giusta occasione per menzionare le attività (formative e non) che avete svolto recentemente.

20. Ha inviato il suo curriculum ad altre aziende?: Siate onesti. Non c’è bisogno di mentire. Evitate, però, di utilizzare questo argomento per fare pressione sul selezionatore per scegliervi.

21. Se la assumessimo, per quanto tempo vorrebbe lavorare con noi?: Rispondete in modo generico. Afferma semplicemente che vorresti rimanere con questa azienda per un periodo di tempo significativo per portare il vostro contributo all’azienda e per la vostra crescita professionale. L’affermazione più opportuna in genere è “Vorrei rimanere in questa azienda a lungo. Perlomeno fino a quando sia io che l’azienda riterremo che sto facendo un buon lavoro”.

22. Qual è il suo atteggiamento verso il lavoro?: Rispondi in modo breve e positivo e che le tue priorità sono il raggiungimento degli obiettivi aziendali e la crescita personale sia tua che dei tuoi colleghi.

23. Cosa la motiva sul lavoro?: Qui dovete dare una risposta personale. Delle buone risposte possono essere: sfida, riconoscimento, raggiungimento degli obiettivi, crescita, ecc. Mai parlare di denaro.

24. Ha Qualche Domanda?: Questo aspetto è strettamente connesso alle ricerche sull’azienda che devi compiere prima di recarti al colloquio. Fai vedere che sei preparato. Chiedi chiarimenti sulla struttura aziendale, sui processi e sulle specificità del ruolo in esame.
Preparate alcune domande, magari su alcune curiosità che vi sono sorte mentre cercavate informazioni sull’azienda. In questo modo eviterete di fare scena muta. Mostrate la vostra passione per il lavoro.

Consigli:
Se durante il colloquio capitano momenti di silenzio e non sai cosa fare, evita di continuare a parlare a vanvera, di ripetere cose già dette, di deglutire, ecc. Prova a restare calmo e domandate: ci sono altri aspetti su cui volete maggiori informazioni?

Usa un tono di voce chiaro quando rispondi. Meglio un tono di voce un po’ più alto che uno un po’ più basso, fai sentire e capire in modo chiaro quello che stai dicendo.
Non essere logorroico ma evita anche risposte monosillabi (tipo Si o No).
Se lo ritieni opportuno, prenditi una breve pausa prima di rispondere. Dimostrerai che ragioni prima di parlare e che non stai recitando a memoria.
Evita di interrompere il selezionatore.

Altre domande divise in categorie
Domande personali:

  • Quali sono stati i suoi maggiori fallimenti?
  • Mi descriva il suo lavoro ideale
  • Quali sono le occasioni in cui litiga con le persone, e perché?
  • Mi descriva il processo col quale prende una decisione importante
  • Quali sono i suoi programmi tv, libri o musica preferita?
  • Quali sono i suoi hobby?
  • Che cosa ha fatto che dimostri iniziativa e volontà sul lavoro?
  • Cosa fa per migliorarsi?
  • Come si descriverebbe?
  • Le piace organizzare o adattarsi alle circostanze?
  • Crede di essere creativo?
  • E’ una persona … aperta? Precisa? Determinata? Collaborativa?
  • Quali sono i valori in cui crede?
  • Che cosa le da più fastidio in una persona?

Domande sul lavoro proposto

  • Com’è venuto ha conoscenza della nostra offerta di lavoro?
  • Gradirebbe lavoro da solo o in compagnia di altri colleghi?
  • Quale responsabilità vorrebbe assumere nella nostra società?
  • Che cosa vorrebbe ottenere in questa nuova occupazione lavorativa?
  • In che cosa pensa di essere migliore rispetto ad altri candidati?
  • Pensa di poter svolgere bene il lavoro?
  • Pensa di aver bisogno di ulteriore formazione o esperienza in questo campo?
  • Quali sono gli aspetti della posizione lavorativa che la interessano meno?
  • Quali sono le affinità tra lei e le sue esperienze e la posizione di lavoro?
  • Quale aspetto la preoccupa maggiormente?
  • Quali sono le sue perplessità?
  • Ha notato discrasie tra l’offerta e quanto si aspettava lei?
  • Quali sono le sue aspirazioni professionali?
  • Quali sono le sue aspirazioni di carriera?

Domande sul lavoro precedente/attuale

  • Quale è stato il cliente più difficile che ha incontrato?
  • Quando ha idee diverse dal suo capo, come reagisce?
  • Come mai è stato licenziato dal suo precedente datore di lavoro?
  • Quanto guadagna adesso o quanto guadagnava col suo precedente impiego?
  • Quali sono state le sue responsabilità principali?
  • In quali attività dà il meglio?
  • Qual è l’attività o la situazione in cui rende meno?
  • Quali competenze ha sviluppato?
  • Quali sono le sue competenze manageriali?
  • Quali sono le sue competenze gestionali?
  • Gestisce un budget?
  • Con quali altre funzioni entra in contatto?
  • Per quali motivi ha scelto l’azienda dove sta attualmente lavorando?
  • In quale competenza si sente più preparato?
  • Ha lavorato in contesti strutturati?
  • Quali posizioni ritiene più affini al suo profilo?
  • In quali contesti non riuscirebbe a lavorare bene?
  • Preferisce lavorare da solo o in gruppo?
  • Quali sono le caratteristiche personali che potrebbero aiutarla nel lavoro? 
  • Quali i difetti che potrebbero ostacolarla?
  • Ha rinunciato a qualche offerta? Perché?
  • E’ ambizioso?

Domande sulla propria formazione

  • In base a cosa ha scelto il suo percorso di studi?
  • Come affrontava gli studi universitari?
  • Come mai non ha terminato gli studi?
  • Quali sono le materie di stu
    dio che preferisce?
  • Se dovesse ricominciare oggi, quale corso di studi sceglierebbe?
  • Generalmente studiava in gruppo o da solo?
  • Ha fatto delle piccole esperienze di lavoro durante gli studi?
  • Come può giustificare il suo basso voto di laurea/di maturità?
  • Come mai si è laureato (diplomato) in un tempo così lungo?

Alla fine di un colloquio fate mente locale sulle vostre risposte. Vi servirà per migliorarvi per il successivo.

Quali domande si pone il valutatore alla fine di un colloquio di lavoro?
Può essere interessante leggere le domande che il selezionatore può porsi per effettuare una scelta tra una rosa di candidati:

  • Quante possibilità ci sono che l’inserimento in azienda del candidato non vada a buon fine?
  • Ha le doti (per es. flessibilità, serietà, impegno, sensibilità) necessarie alla posizione?
  • È motivato per questo lavoro?
  • Può portare nuovi stimoli in azienda?
  • Gli possono piacere le sfide o preferisce lavori ripetitivi?
  • Possiede la professionalità e le competenze per svolgere al meglio i compiti assegnati?
  • È probabile che resti a lavorare per l’azienda o se ne andrà alla prima occasione?
  • Desidera questo posto solo per denaro?
  • Ha un aspetto gradevole? (non è da intendersi con “bella presenza”. Il selezionatore cerca di capire se il candidato si è presentato in modo più o meno in linea alle sue abitudini)
  • Possiamo permetterci (prospettive economiche e professionali) di assumerlo?

Commenti 7

  1. tutte queste domande idiote a persone che hanno BISOGNO di un lavoro e che muoiono di fame? ma vi rendete conto cari colloquianti che la ruota gira e quelli che verrano trattati da pezzenti e umiliati sarete voi? le persone hanno bisogno di stabilità e tranquilità e non un cazzo di terzo grado con Queste domande di merda. ho fatto colloqui da un ora un ora e mezza per vendere scarpe o vestiti! non siamo mica luminari o chissà cosa. siamo persone COMUNI che ricercano un lavoro anche da pezzenti pur di vivere tranquillamente.

    1. Con questa attitudine e volagrità difficilmente si riesce ad ottenre un posto di lavoro interessante e non da lustrascarpe.

    2. Quindi aver bisogno di un lavoro e morire di fame ti autorizza a non avere competenze, a non essere motivato, a non dare all’azienda che sta cercando una RISORSA per crescere, ciò di cui l’azienda ha bisogno perchè tanto se l’azienda fallisce, te ne vai da un’altra parte a cercare lavoro? Chi ti avrebbe dovuto assumere per vendere scarpe o vestiti non deve poter capire se sei una cafona che non sa trattare con i clienti o se sei brava a consigliare e a seguire il cliente nelle sue esigenze? Se sei onesta o se invece darai problemi all’azienda perchè tanto quello che ti interessa è solo lo stipendio? Mi spiace dirlo, ma da come l’hai posta, tu non cerchi un lavoro, ma un’elemosina. Le aziende non sono tutte uguali e la storia è sempre la stessa. Ci sono aziende che sfruttano le persone, danno loro paghe misere con condizioni di lavoro improponibili e continueranno a farlo finchè ci saranno persone come te che disposte a barattare la propria dignità con un “lavoro da pezzente”, pur di vivere in tranquillità. Cominciate a dire di no, cominciate a migliorarvi personalmente e professionalmente e a investire su voi stessi se volete essere valorizzati. Se non siete disposti voi per primi a investire sulla vostra formazione, come può essere disposto un altro? Una persona che non ha investito nella propria formazione in età scolastica-universitaria e non lo ha fatto neanche dopo dimostrando di non avere una visione a lungo termine, che attendibilità può dare a un’azienda che deve affidargli parte del proprio futuro? Da selezionatore, ho ricevuto modelli standard di curriculum compilati male dal candidato. Ti sentiresti di dire che non devo fare domande idiote e che dovrei assumere una persona che se non è in grado di seguire delle istruzioni per compilare un curriculum, probabilmente non sarà in grado di seguire istruzioni più complesse sul lavoro o di agire in mancanza di istruzioni, agendo nel modo più opportuno richiesto dalla situazione?
      Ma da come parli sembra che tu non abbia niente da imparare, quindi presumo tu sia già “arrivata”. Ma se così non fosse, ti invito a rivedere la tua posizione e il tuo atteggiamento. Un po’ più di umiltà e il saper valutare dei consigli sarebbero un buon punto di inizio.
      La crescita del dipendente e dell’azienda sono una cosa sola. Se l’azienda cresce è perchè il dipendente è cresciuto. Che ci siano tanti, troppi imprenditori, che non riconoscono al dipendente questo merito, purtroppo è una verità incontestabile. Ma da qui a dire che siccome le persone muoiono di fame e hanno bisogno di un lavoro allora non si dovrebbero fare domande idiote, non è nè una verità, nè incontestabile.

      1. Sono d’accordo leggendo che la cafonaggine non è un bel biglietto da visita e che ogni azienda, anche la più misera, ricerca sempre il candidato migliore sulla piazza. Pero dire che il colloquio di lavoro non è un puro esercizio di abilità alla menzogna è una balla grossa come una casa. e poi basta con questa prosopopea degli HR finti aziendalisti che durante il colloquio si atteggiano a psicologi del bar sport.. Anche loro sono li per lo stipendio. Punto, il resto sono palle, Uno che lavora sui turni in catena di montaggio che cazzo di entusiasmo professionale dovrebbe avere? ma che fate lo prendete per il culo? Tutti sappiamo che nessuno si sveglia la mattina entusiasta di andare al lavoro e alla ricerca di continue sfide professionali per la crescita propria e dell’azienda per cui lavora bla bla bla (questa era una risposta corretta ad una domanda giusto?), sappiamo pero anche che senza bugie del genere al colloquio non si fa bella figura. Oggi ci sono addirittura ricerche (e questi post lo dimostrano) sulle domande più frequenti e sulle risposte corrette. Tra un po ci si preparerà a preparare la preparazione al colloquio di lavoro. Ridicolo. E fai sto colloquio no….. Ora io dico, è giusto che il colloquio sia serio e mirato, ma questa “finta professionalità” non richiesta è totalmente fuori luogo e fuorviante dato che chiunque, oramai, potrebbe prepararsi alle domande. Sarebbe più semplice e sicuro fare un breve colloquio conoscitivo (giusto per capire se un IT sa collegare almeno un pc) e poi fare una settimana di prova. Li è il vero banco di prova. Quanti poveri ragazzi timidi o disperati, vanno casa umiliati e quanti espertissimi interviewer vengo assunti ogni giorno per poi fare figure da imbecilli (pero con stipendio e contratto) una volta sul campo.

    3. Mi è piaciuto molto questo articolo, io sono un informatico e sono sempre andato molto bene ai colloqui tecnici, ma quando mi trovo davanti una persona dell’HR che mi fa queste domande psicologiche sono sempre in difficoltà. Si tratta essenzialmente di un test per vedere quanto sono bravo a mentire!
      Uno schema come questo lo trovo molto ultile

    4. Grazie per l`esauriente ed istruttivo articolo. Mi è capitato recentemente di ricevere dagli intervistatori domande tecniche ampie che richiedevano riflessione per rispondere e soprattutto ulteriori dettagli per avere il quadro completo della situazione. Per intenderci faccio un esempio: per la posizione di responsabile della formazione aziendale mi è stato richiesto: lei cosa farebbe se un capo si comportasse male con un collaboratore? Come rispondere in questi casi? Vi ringrazio

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