Con “time porosity” o “spill over” la letteratura giuslavoristica e manageriale si riferisce al fenomeno dell’invasione delle attività lavorative nel tempo della vita privata. Il fenomeno è dovuto principalmente alla maggiore disponibilità di una connessione a internet e agli smartphone, così come alle modalità organizzative flessibili (come lo smart working).

Dal 2017 le aziende francesi sono costrette a disciplinare i tempi e modi con i quali i dipendenti dovranno rispondere alle richieste al di fuori dell’orario di lavoro. La recente riforma del lavoro (Loi Travail), prevede infatti un “diritto alla disconnessione” per i dipendenti, fissando il principio della non reperibilità.

I precedenti 
La legge francese in parte “insegue” una riflessione portata avanti negli ultimi anni da diverse multinazionali in modo autonomo: la necessità di rispettare il riposo dei propri manager o quadri, adottando codici di autoregolazione per le singole direzioni aziendali.
Alcune grandi aziende come la compagnia elettrica Areva o quella di assicurazioni Axa, hanno già stabilito dei limiti ai messaggi fuori orario. In Deutsche Telekom nessun dipendente è più costretto a leggere la posta elettronica fuori dagli orari di ufficio. Sempre in Germania Volkswagen spegne i server mezz’ora dopo la fine dei turni e li riaccende trenta minuti prima dell’inizio.

​La riforma francese
La legge muove da uno studio del 2015, commissionato dal Ministero del Lavoro (rapporto Mettling), dal quale era emerso che solo un quarto dei manager smette di consultare mail e comunicazioni di lavoro durante il tempo libero, impedendo di “staccare” dal lavoro, con inevitabili conseguenze sulla salute e sulla resa lavorativa.
Per questo motivo la Francia chiede alle aziende con più di 50 dipendenti di regolamentare tramite accordi interni il tempo “offline” dei dipendenti. La normativa prevede la pubblicazione di una carta in cui si elencano i diritti e i doveri dei lavoratori al di fuori dell’orario di lavoro e la definizione dei momenti in cui i dipendenti hanno il diritto a non essere connessi.
Inoltre le aziende dovranno organizzare degli appositi corsi per mostrare l’uso ragionevole dei device connessi ai propri collaboratori.
​Animato da forte vocazione pedagogica, il provvedimento francese non prevede sanzioni e rimane quindi nei limiti di quello che viene definito un “diritto promozionale”. La legge è stata accolta in Francia con commenti positivi dall’opinione pubblica, mentre i sindacati lamentano l’assenza di sanzioni per quelle aziende che non rispetteranno l’obbligo di definizione della carta.

Il Diritto alla Disconnessione in Italia

In Italia il tema non è ancora esploso. Un primo riferimento è inserito nel disegno di legge sul “lavoro agile”, da non confondere con il telelavoro (prestazione svolta da casa). Il testo riguarda gli smart worker e di conseguenza si pone l’obiettivo di regolare orario di lavoro, reperibilità, riposo e disconnessione per evitare che la non-risposta possa essere indicata dalle imprese come una inadempienza del dipendente. Il metodo che il disegno di legge individua per risolvere il potenziale conflitto, è quello dell’accordo individuale tra azienda e lavoratore.

Anche se il testo riguarda solo gli smart worker, può essere la base di una riflessione più ampia sul diritto alla disconnessione. Nel momento in cui viene meno il riferimento all’orario (o se diventa labile), come suggerito anche dal Disegno di Legge 2226, appare opportuno considerare le raccomandazioni del rapporto Mettling sul carico del lavoro e il diritto alla disconnessione, al fine di garantire una adeguata e moderna tutela legale e contrattuale.

Conclusioni
Per realizzare gli obiettivi del disegno di legge italiano, la contrattazione collettiva e le imprese dovranno fare propria un’idea di lavoro che prescinde da un controllo e da una reperibilità costante del lavoratore ma che sia in linea con gli obiettivi e i risultati aziendali da raggiungere. L’introduzione di un diritto alla disconnessione appare non soltanto necessario ma indispensabile per garantire al lavoratore una tutela utile.
Anche le imprese devono essere consapevoli che l’uso del digitale presuppone un cambiamento qualitativo dei rapporti di lavoro. Il diritto alla disconnessione non dovrà essere concepito come un vincolo alle attività aziendali ma come un’opportunità di ripensamento dell’organizzazione del lavoro.

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Commenti 0

  1. Diritto del lavoro Studio commercialista Modena

    Grazie per questo contributo davvero interessante e su argomento di cui si parla davvero poco!

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