La Legge 68/99 promuove l’inserimento e l’integrazione lavorativa per cinque categorie di cittadini disabili (in età lavorativa):
  1. Affetti da minorazioni fisiche, psichiche e sensoriali, disabili intellettivi (con riduzione della capacità lavorativa > 45%);
  2. Invalidi del lavoro (con grado di invalidità > 33% accertata dall’Inail);
  3. Non vedenti o sordi; 
  4. Invalidi di guerra, civili di guerra e per servizio. 
  5. Vedove, orfani, profughi ed equiparati ad orfani, nonché i soggetti individuati dalla legge 407 del 1998 (vittime del terrorismo e della criminalità organizzata).

L’accertamento delle condizioni di disabilità è svolto dalle commissioni previste dalla legge 104/92. I datori di lavoro, pubblici e privati, devono garantire la conservazione del posto di lavoro a quei soggetti che abbiano acquisito eventuali disabilità per infortunio sul lavoro o malattia professionale.
Le aziende, per partecipare a gare di appalto, sono obbligate ad attestare di essere in regola con le norme che disciplinano il diritto al lavoro dei disabili.

La Legge 68/99 prevede il Collocamento mirato. Il sistema è stato pensato per offrire servizi di orientamento e inserimento nel mondo del lavoro delle persone con disabilità. Il collocamento avviene dopo una valutazione delle capacità lavorative della persona disabile, l’analisi dei posti di lavoro, delle forme di sostegno disponibili e dei problemi connessi con gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali.
Gli uffici competenti (Agenzie del Lavoro provinciali), provvedono, in raccordo con i servizi sociali, sanitari, educativi e formativi locali, alla programmazione e alla verifica di un corretto avviamento lavorativo (gestione delle liste, rilascio delle autorizzazioni, stipula delle convenzioni, all’attuazione del collocamento mirato).

Collocamento obbligatorio

I datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti ad avere alle loro dipendenze lavoratori disabili (collocamento obbligatorio):

  • in una quota pari al 7% dei lavoratori occupati, se occupano più di 50 dipendenti;
  • due lavoratori, se occupano da 36 a 50 dipendenti;
  • un lavoratore, se occupano da 15 a 35 dipendenti.

Per i datori di lavoro privati che occupano da 15 a 35 dipendenti l’obbligo si applica solo in caso di nuove assunzioni.
Ai fini dell’adempimento dell’obbligo, i datori di lavoro assumono i lavoratori facendone richiesta di avviamento agli uffici competenti ovvero attraverso la stipula di convenzioni.


Dal computo sono esclusi:

  • Dipendenti con contratto a tempo determinato di durata < 9 mesi (art. 3 – comma 6 DPR 333/2000);
  • Soci di cooperative di produzione e lavoro (circolare Ministero Lavoro n. 41/2000);
  • Dirigenti;
  • Apprendisti;
  • Lavoratori con contratto di formazione-lavoro (Art. 3 – comma 10 legge n. 863/1994);
  • Lavoratori con contratto di inserimento (fatte salve specifiche previsioni del contratto collettivo art. 59 decreto legislativo n. 276/2003);
  • Lavoratori con contratto di reinserimento (art. 20 – comma 4 legge n. 223/1991);
  • Lavoratori socialmente utili assunti (art. 7 – comma 7 Decreto Legislativo n. 81/2000);
  • Lavoratori con contratto di somministrazione (ex lavoro temporaneo) presso l’impresa utilizzatrice (art. 2 – comma 8 Legge n. 196/1997); 
  • Lavoratori con contratto di lavoro a domicilio e/o in telelavoro in particolare se sono computabili a copertura della quota di riserva, purchè svolgano una quantità di lavoro corrispondente al normale orario di lavoro; 
  • Lavoratori operanti esclusivamente all’estero per la durata di tale attività;
  • Lavoratori che aderiscono al programma di emersione dal lavoro nero (art. 4 bis Legge 383/2001);
  • Il prestatore di lavoro intermittente è computato nell’organico dell’impresa in proporzione all’orario effettivamente svolto nell’arco di ciascun semestre (art. 39 Decreto Legislativo n. 276/2003).

I lavoratori part-time con un monte ore superiore al 50% dell’orario full time, sono considerati unità. 
I lavoratori che divengono inabili allo svolgimento delle proprie mansioni in conseguenza di infortunio o malattia non possono essere computati nella quota di riserva se hanno subito una riduzione della capacità lavorativa inferiore al 60% o se sono divenuti inabili a causa dell’inadempimento da parte del datore di lavoro delle norme in materia di sicurezza e igiene del lavoro.

Sanzione amministrativa
Le imprese private e gli enti pubblici economici che non adempiano agli obblighi sono soggetti alla sanzione amministrativa per ritardato invio del prospetto. Le sanzioni amministrative previste dalla legge 68/99 sono disposte dalle direzioni provinciali del lavoro e i relativi introiti sono destinati al Fondo regionale. Trascorsi 60 giorni dalla data in cui insorge l’obbligo di assunzione, per ogni ulteriore giorno lavorativo con la quota obbligatoria non coperta per cause imputabili al datore di lavoro, quest’ultimo è tenuto al versamento di una sanzione amministrativa al Fondo (proporzionale al numero di lavoratori disabili non occupati nella medesima giornata).

Esoneri e contributi esonerativi 
I datori di lavoro che, per le speciali condizioni della loro attività non possono occupare l’intera percentuale dei disabili possono, a domanda, essere esonerati dall’obbligo di assunzione alle condizioni che versino al Fondo regionale per l’occupazione dei disabili un contributo di 30,64 euro per ogni giorno lavorativo e per ciascuna categoria protetta non assunta. L’esonero si ottiene solo in presenza di adeguata motivazione.

Imprese sospese dall’obbligo di assunzione 
L’obbligo è sospeso nei confronti delle imprese che si trovano nelle seguenti situazioni:

  • Imprese in ristrutturazione, riorganizzazione o conversione aziendale con intervento straordinario di integrazione salariale;
  • Imprese in situazione dichiarata di fallimento, in liquidazione;
  • Imprese che stipulano contratti di solidarietà;
  • Imprese in mobilità limitatamente alla durata della mobilità. Per un ulteriore per
    iodo di un anno qualora la procedura si concluda con il licenziamento di più di cinque lavoratori;
  • In attesa di ricevere l’autorizzazione, il Servizio Provinciale Competente può concedere la sospensione per un periodo non superiore a tre mesi, rinnovabile una sola volta;

Entro 60 giorni dal termine di tale sospensione, il datore di lavoro deve presentare la richiesta di avviamento dei lavoratori da assumere.

Compensazioni territoriali
Su motivata richiesta, i datori di lavoro – che occupano più di 50 dipendenti – (circ. n. 36 del 6-6-00) possono assumere in un’unita’ produttiva un numero di lavoratori superiore a quello prescritto, portando le eccedenze a compensazione del minor numero di lavoratori assunti in altre unità produttive ubicate anche in regioni diverse.

Prospetto informativo

  • Il prospetto informativo è una dichiarazione che le aziende con almeno 15 dipendenti devono presentare al servizio provinciale competente per via telematica, indicando la propria situazione occupazionale rispetto agli obblighi di assunzione di personale disabile e/o appartenente alle altre categorie protette, insieme ai posti di lavoro e alle mansioni disponibili;
  • I datori di lavoro che hanno sedi in più province della stessa regione o di regioni diverse, devono trasmettere i prospetti informativi separatamente al servizio territorialmente competente per ciascuna sede e, complessivamente, al servizio competente per il territorio in cui si trova la sede legale.

Cessazione del rapporto di lavoro
La cessazione del rapporto di lavoro della persona appartenente alle categorie protette deve essere comunicata entro 10 giorni agli uffici competenti della provincia di riferimento.

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