Risorse Umane è un film del 1999 scritto e diretto da Laurent Cantet. Il film racconta la storia del giovane laureato in economia Franck che ritorna alla sua città natale per uno stage nell’ufficio della Gestione delle Risorse Umane nella fabbrica in cui il padre lavora come saldatore da 23 anni.

In un primo momento, il giovane laureato è lodato, sia dagli amici che dai parenti, per l’avanzamento sociale che è riuscito a fare da figlio di operaio a “colletto bianco”.
Tuttavia, molto presto nascono invidie e rivalità. Franck stringerà amicizia con Alain, un lavoratore nero a cui suo padre ha insegnato il lavoro: questo legame verrà però osteggiato dai suoi colleghi.
Franck si rende presto conto che il management aziendale intende utilizzare la legge sulla riforma delle 35 ore lavorative settimanali per giustificare il ridimensionamento della forza lavoro della fabbrica e, fra i nomi dei dipendenti che dovranno essere licenziati, compare anche quello del padre del ragazzo. 

Questo evento porterà a un confronto su più livelli strettamente intrecciati tra di loro tra il lato sociale e personale: tra il tirocinante e la gestione, tra i lavoratori e i proprietari e, infine, tra padre e figlio.
Risorse Umane non è certamente un film sulle 35 ore lavorative (tema ancora molto discusso in Francia), evento utilizzato dal regista solo come “pretesto” per la trama. Risorse Umane è piuttosto un film sempre attuale perché propone temi spinosi: la soddisfazione di un padre operaio nel vedere un figlio ben istruito che può aspirare a un lavoro migliore del suo; allo stesso tempo il figlio che, conscio dei grandi sacrifici della famiglia, non si è certo risparmiato nello studio. I problemi nascono quando dalla teoria si passa alla pratica con episodi che portano alla lacerazione dei legami umani.

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