​La risorsa umana rappresenta il più alto valore all’interno di una realtà aziendale, questo è un dato di fatto. É dalle persone che dipendono la riuscita di un progetto, il successo in una vendita, l’armonia e la collaborazione in un ambiente di lavoro ed ognuna di esse è particolarmente portata per specifiche attività, o meglio, possiede determinati talenti.

​Ogni performance umana si sviluppa sulla scia del cosa, come e perché, in tre differenti sfere: le competenze tecniche di ciascuno, il come e il perché delle azioni e le emozioni che influiscono su di esse.
Quanto è importante, quindi, poter scegliere la persona giusta per ogni ruolo?

“La straordinarietà di ogni individuo si basa principalmente su una varietà – identificabile e misurabile – di caratteri e combinazioni di preferenze comportamentali, convinzioni, motivazioni e modi di agire che ne determinano la personalità” (Bill J. Bonnstetter)

Ogni persona, sia nella sfera privata che sul posto di lavoro, possiede e manifesta un certo profilo che nei due casi può somigliarsi oppure divergere notevolmente. Interessante sarebbe, quindi, conoscere quali sono le varie sfaccettature di tale profilo e in che modo potersi approcciare ad esso: cosa la persona possiede in termini di competenze, abilità e conoscenze, in che modo si comporta naturalmente e come adatta il suo stile comportamentale alle diverse situazioni che affronta, perché adotta quei comportamenti, quali sono le motivazioni che la spingono ad agire in un determinato modo, sono tutti fattori da conoscere per attuare un primo passo verso una notevole crescita aziendale.

​Andando con ordine, la prima cosa da comprendere è che una persona è identificabile sulla base di comportamenti e valori.
Il comportamento umano è determinato essenzialmente da due fattori: il modo in cui si percepisce l’ambiente esterno e il modo, attivo o passivo, con cui una persona reagisce rispetto a tale ambiente. Questo condiziona anche l’orientamento verso i compiti oppure verso i rapporti interpersonali.
I comportamenti sono aspetti caratteriali che una persona dimostra in maniera naturale o che adotta consapevolmente. Essi determinano una modalità più o meno efficace di relazionarsi con gli altri, elemento che sappiamo essere fondamentale soprattutto sul posto di lavoro.
Una nota da tenere a mente è che un profilo comportamentale si riferisce solo al comportamento osservato, a quello che si può vedere e sentire, che è direttamente osservabile. 
Caratteristiche non visibili, quali mentalità e valori, stanno al di sotto della superficie comportamentale.
Proviamo a pensare al nostro capo, ai colleghi, ai membri della nostra famiglia, insomma, a tutte le persone della nostra vita. Ci saranno sicuramente i più determinati ed esigenti, quelli più precisi e attenti, i più pazienti e collaborativi, o quelli più socievoli ed entusiasti. Ognuno di loro avrà un profilo comportamentale che lo contraddistingue e che ne determinerà le azioni.
Quanto ai valori, invece, essi corrispondono essenzialmente alla spiegazione del perché delle azioni delle persone, costituiscono in sostanza la loro base. I valori individuali in funzione della personalità sono capaci di determinare la direzione dei suoi sforzi, del suo operato e, quindi, dei suoi risultati. Una persona può avere una notevole sete di conoscenza, può mostrare un certo interesse utilitaristico, può prediligere la leadership, può tenere particolarmente all’armonia delle cose e delle persone che la circondano, oppure agire spontaneamente per il bene di altre persone o essere fortemente legata al senso delle regole.
Inoltre, tutto il quadro appena descritto è accompagnato da un fattore fondamentale, del quale non tutti conoscono l’esistenza: il quoziente emotivo.  
Quanto si riesce a riconoscere le proprie emozioni, i propri timori e a controllare le proprie reazioni? E in che modo lo sviluppo emozionale viene influenzato da  tempo, esperienza, ambiente e altri fattori personali?
L’esperienza emotiva affascina gli uomini da decenni, e con l’avvento della psicologia è emerso che la nostra capacità di riscuotere successo sul piano professionale dipende per circa il 58% dalle nostre competenze emotive.
Questo significa che saper riconoscere i propri sentimenti e le emozioni degli altri e guidare le proprie azioni, è un requisito fondamentale in tutti gli ambienti lavorativi, dove si assiste a un sempre maggiore incremento di agenti stressanti: permette di facilitare la collaborazione con gli altri e migliorare la produttività.
La questione interessante è che tutta la sfera emozionale si va poi a sommare a quelle comportamentale e valoriale, fornendo in questo modo una visione complessiva della persona.
Detto questo, la comprensione del profilo delle risorse nell’ambito lavorativo può rendere la percezione del lavoro più chiara e le valutazioni più precise, qualunque siano le circostanze di vita, le priorità, il lavoro, le mansioni. In questo modo si traccia un quadro definito e oggettivo di ogni individuo e ciò permette di ottimizzare la politica del personale.
Quando si parla di selezione delle risorse umane, quindi, esistono elementi veramente utili da considerare: sicuramente valutare i punti di forza e le aree di sviluppo della risorsa, concentrandosi in modo approfondito sugli aspetti caratteriali ma anche sul sistema valoriale nel suo complesso; conoscere quello che è il quoziente emotivo e le conclusioni che se ne traggono; poi riuscire ad unire tutti gli aspetti, al fine di riconoscere e comprendere i talenti individuali; valutare in modo approfondito lo stile comportamentale e le attitudini dell’individuo, andando a definire quello che è il suo stile di comunicazione, di leadership e di relazione con gli altri, riconoscere le strategie comportamentali attuate consapevolmente e i comportamenti più istintivi.
Conoscere i propri collaboratori significa, in ultimo, prendere coscienza e apprezzare il loro talento, sviluppare e promuovere il loro potenziale e, di conseguenza, apportare un valore sempre maggiore all’azienda.
Le persone hanno talenti e capacità unici e dei quali spesso sono inconsapevoli ed è giusto portarli alla luce.

Chiara Stefanelli
TTI SUCCESS INSIGHTS® Italia

Commenti 1

  1. Buonasera
    Qualcuno ha letto il manuale di Matt j. McKinnon “Come superare un colloquio di selezione e guadagnarsi un posto di lavoro. Consigli di un capo del personale ed esercizi pratici” ? Cosa ne pensate? Può essere utile fornirlo ad un gruppo di studenti HR, che – tra l’altro – dovranno poi afffrontare il percorso di selezione?

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